La stagione di Cross del Piemonte inizia con la seconda edizione del Cross per l’UGI

Torino- Con l’arrivo dell’inverno finisce la stagione delle gare podistiche, che diminuiscono sensibilmente. Inizia tuttavia un’altra stagione, fatta di corsa sui prati, fango, pioggia, spesso nevischio e moltissima fatica: il cross, disciplina oggetto di uno strano sentimento di amore-odio da parte dei podisti, dato che dai più grandi campioni fino agli amatori di ogni età, non esistono podisti che restano indifferenti al cross, ma solo un nutrito gruppo che lo ama e un altro ben nutrito gruppo di podisti che lo odia in maniera viscerale. Per la seconda volta la stagione di cross del movimento podistico piemontese inizia con il Cross per l’UGI, gara importante sia dal punto di vista atletico ( come cronisti ci aspettiamo di trovare qualche minimo segno di risveglio di un’intorpidita atletica regionale) che dal punto di vista della beneficenza, dato che tutto il ricavato sarà devoluto all’Unione Genitori Italiani. La gara, nata da un’idea di Sebastiano Spina e Piergiorgio Orla in collaborazione con il Running Center Club Torino si svolgerà al Parco delle Vallere su un percorso che, come in tutti i cross, potrebbe rivelarsi durissimo e pieno di sorprese. Bisogna anche puntualizzare che il manto erboso delle Vallere, unito magari a qualche ostacolo naturale( che per gli amanti del cross non guastano mai) potrebbero rendere il Cross per l’UGI una tipica gara all’inglese, in cui per le difficili condizioni potrebbero mischiare non poco le carte in tavola. Come ormai da tradizione le gare assolute si svolgono sulla distanza di 6000 metri per gli uomini e 4000 per le donne, distanze inferiori rispetto alle classiche distanze di questa specialità, purtroppo molto in crisi. A dispetto di ogni consiglio agli amministratori della FIDAL, mi sento di imputare la crisi del cross proprio alla stessa Federazione, oltre che alle società. La scelta infatti di ridurre le distanze delle gare di cross, diventate famose per la loro proverbiale durezza, è stata secondo me sbagliatissima. Infatti per fare in modo che anche il cross diventi parte del tanto declamato “boom” del podismo bisogna riportarlo alle origini, esaltandone la difficoltà attraverso un’attenta organizzazione di gare e campionati. In attesa della rinascita del cross, speriamo che il Cross per l’UGI apra ottimamente la stagione del cross piemontese. Luigi M. D’Auria

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