Il Running Center Club Torino si sposta per la chiusura del Parco Millefonti

Torino – Dal 25 novembre 2016 il Parco Millefonti di Torino, una delle zone della Città di Torino più colpite dall’alluvione che ha sconvolto tutto il Piemonte, era di fatto inagibile e chiuso fino a data da destinarsi. La decisione del Comune di non ripartire questa zona é stata dettata dalla difficile situazione del manto stradale, totalmente franato in molte zone e non ancora stabilizzatosi del tutto. Sfruttando la bella giornata di sole, il Running Center Club Torino ha deciso di svolgere una sorta di ricognizione per conoscere la vera situazione di questo polmone verde della citttà, di fatto inagibile da quasi due mesi.
Purtroppo, la situazione é veramente critica. In questi due mesi vi sono stati altri crolli, che hanno reso la carreggiata interna al parco veramente insicura e di piccole dimensioni. Inoltre, subito dopo la Passerella Turin Marathon, la circolazione é ancora insicura, tanto che sembra pericoloso percorrerla anche a piedi. Nonostante sia stato promosso un bando per iniziare i lavori, dubitiamo che il Parco possa tornare agibile nell’arco di pochi mesi, anche perché é più che mai necessario realizzare un Lungo Po più solido.
Pertanto, il Running Center Club Torino ha deciso di spostare fino a nuova comunicazione il punto di ritrovo per l’allenamento del sabato mattina. A partire da sabato 28 gennaio 2017 il Coach Donato sarà presente, agli orari consueti, presso il chilometro uno, al confine tra il Parco Millefonti e il Lungo Po che conduce al Valentino. Cogliamo anche l’occasione per ricordare il poker di gare di Cross di questa stagione: si comincerà alle ore 10 di domenica 29 gennaio con la Trentanovesima edizione del Trofeo Zurletti e Nimbo di Trofarello. Seguiranno, in questo ordine, il Cross della Volpe di Volpiano il 5 febbraio, il Cross di Borgaretto di domenica 12 febbraio e il 19 febbraio il Cross di Saluzzo, Campionato Regionale Piemontese. Insomma, una stagione concentrata ma molto ricca, appassionante e tutta da vivere.  Luigi M. D’Auria