Fartlek come sistema di allenamento

E’ uno dei sistemi di allenamento che ha avuto maggior fortuna nel mondo e ha trovato molti seguaci, pur prestando il fianco a critiche non completamente fuori luogo.

Ancora oggi si può considerare uno dei sistemi più adottati, da parte di fondisti e maratoneti di tutte le scuole e nazionalità, anche se ciascun paese e, in fondo, ciascun podista, ha adattato alle proprie esigenze i canoni primitivi della metodologia. Il fartlek, che tradotto significa “gioco di velocità”, consiste in lunghi o lunghissimi tratti di corsa da percorrere a velocità variabile in base alle sensazioni, alle condizioni e alla disposizione psicologica del podista. E’ un allenamento assolutamente non programmato che ha il suo lato più valido sia nella possibilità da parte del podista di scegliersi liberamente percorsi, variazioni, velocità, recuperi, sia nel contatto con la natura e con i percorsi naturali sui quali si svolge. Per questo il fartlek è rivolto ai podisti con una certa esperienza e con una certa carriera alle spalle. In altre parole, ai campioni del podismo, ai vincitori di maratone internazionali, ad olimpiadi ecc. E’ pertanto sconsigliato ai giovani e ai principianti, che per inesperienza sono portati a non dosare bene la velocità, a non dare il dovuto recupero e a condurre quindi l’allenamento in maniera molto stressante a ai loro massimi limiti fisiologici. E’ consigliabile quindi, che i profani si orientino all’inizio, verso una forma di fartlek preordinato e si avviino pian piano, alla, alla scelta autonoma del lavoro, attraverso la conoscenza di se stessi e la corretta interpretazione delle sensazioni individuali. L’allenamento di fartlek è sempre comunque, una seduta di corsa continua, in cui sono inserite delle variazioni di velocità: per questo, rappresenta un deciso stimolo per migliorare la possibilità di effettuare la prestazione di lunga durata, e dunque, almeno in parte, su basi aerobiche. Bisogna precisare che il fartlek, non deve essere considerato come un allenamento blando e di facile realizzazione: se viene eseguito correttamente, esso si rileva infatti molto impegnativo.

Fondamentalmente viene eseguito verso gennaio e marzo, per lasciare progressivamente il posto, ma senza scomparire completamente, ad allenamenti più specifici. E’ vero che il fartlek non è assolutamente un lavoro programmato, ma rispecchia il periodo in cui viene effettuato.

Così, in un periodo preagonistico o agonistico ci si indirizzerà verso un fartlek più specifico, si darà cioè preferenza ad allunghi più veloci, solitamente evitati in inverno, così come d’inverno si cercheranno quegli allunghi di maggiore distanza e quindi ad una minore velocità. Inoltre, il fartlek, è in ogni caso indirizzato verso la propria distanza di gara, maratona o maratonina o 10.000 metri, cosicché il fartlek del maratoneta sarà diverso da quello dell’ottocentista.

Donato D’Auria