Per il ventinovesimo anno Rcct presente alla Maratona di Torino

Torino – 1364. É questo il numero degli arrivati della trentunesima edizione della Maratona di Torino, edizione che passerà sicuramente alla storia, purtroppo non solo per motivazioni positivi. Fino all’ultimo, infatti, lo svolgimento della gara é stato in dubbio a causa dell’elevato livello di polveri sottili a Torino. Gli organizzatori e le istituzioni sono stati criticati per aver preso una decisione definitiva sul tema solo il giorno prima della gara, peraltro fornendo indicazioni vaghe su podisti, cui è stato consigliato di “correre più piano del solito” e “bere di più”. Non bisogna dimenticare, poi, che in questo momento la Val di Susa è messa in ginocchio da una serie devastante di incendi: la prefettura é stat aspramente criticata per aver sottratto forze dell’ordine a questa emergenza per consentire lo svolgimento della maratona.

Per quanto riguarda il lato puramente agonistico della gara, non è mancato lo spettacolo sportivo, anche se gli atleti di alto livello presenti erano davvero pochi. A sorpresa, il vincitore è stato Alessandro Giacobazzi, classe 1996, tesserato per la Fratellanza Modena e pupillo di Stefano Baldini, che lo ha inserito (unico maratoneta) nel programma sviluppo per atleti Under 25 della Fidal. Giacobazzi é stato autore di una gara accorta fino al trentesimo chilometro, quando ha aumentato il ritmo, superando senza troppe difficoltà il vincitore dell’anno scorso, Youssef Sbaii, e il favorito della vigilia, Simon Kamau.

All’arrivo, Giacobazzi (che ha realizzato un buon tempo, 2h 15′ 25″) si é mostrato quasi incredulo. “Con il mio allenatore avevo concordato di seguire una tattica più prudente, ma oggi la gamba c’era” ha dichiarato, concludendo:”Quando ho superato Kamau e Sbaii mi sentivo quasi come Gelindo Bordin, il mio idolo, alla maratona di Seul 1988″. Come affermato in precedenza, il podio é stato completato da Simon Kamau, che ha completato la gara in 2h 16’49”, e da Youssef Sbaii, molto in difficoltà nel finale. (2h 19’20” il suo tempo). Dietro di loro, il nulla: il quarto classificato é stato Samson Kagia, che ha chiuso in 2h 38′.

La gara femminile si é svolta senza grandissime protagoniste al via. La vincitrice é stata la polacca Patrycja Wlodarczwc, bravissima a chiudere la sua gara in 2h 53′ 27″ nonostante una parte finale di gara in cui ha dovuto combattere contro i crampi. Per la prima volta dopo diversi anni, dunque, la Maratona di Torino ha festeggiato due vincitori europei. Il podio della gara femminile é stato completato dalla keniana Ruth Wakabu (2h 56′ 32″) e da Claudia Marietta, che ha chiuso in 2h 58′ 43″.

Ottima la partecipazione degli “azzurri” del Running Center Club Torino. Nella Torino City Run, splendido successo per Cristina Grange, che ha chiuso con l’ottimo tempo di 32’32”. Decimo posto nella gara maschile, invece, per Luigi Maria D’Auria in 30’10”. Chiudono con 40′, invece, Giovanna Balbi e Stavros Bertaccini, che hanno chiuso appaiati. Nella 30 km, buon risultato per Antonio Viola, che ha chiuso con il tempo di 2h31’02”. Nella maratona, il primo degli “Azzurri” é stato Alessandro Maza, autore di un buon tempo 3h34’34”. Buona gara anche per Claudio Pereno, che ha chiuso in 3h35’20”. Esordio difficile ma comunque positivo per Salvatore Raimondo, che ha completato la sua prima maratona in 3h47’42”. Chiudono in maniera positiva anche Mario Rasetti (4h51’03”) e Arianna Belluco (5h39’46”).

Nonostante le condizioni meteorologiche avverse, dunque, si é svolta una bella festa del podismo, che ha coinvolto i 1364 arrivati alla Maratona, più di trecento partecipanti a “la 30”, gara di trenta chilometri partita da Nichelino è arrivata insieme alla Maratona, oltre ai circa mille che hanno corso la “Torino City Run” di 7.6 km. Non bisogna dimenticare, peró, che il più importante evento podistico di una delle città italiane dove il settore turistico cresce di più é una delle poche maratone italiane che negli ultimi ha ridotto sensibilmente il numero di arrivati (nel 2012 furono oltre 3500). É necessario, dunque, studiare formule e trovare idee nuove per far tornare a crescere un evento che dovrebbe essere un fiore all’occhiello dello sport torinese. Per fare questo, però, é necessario limare anche alcuni dettagli per far crescere la qualità dell’organizzazione: questo sono stati troppi, infatti, i podisti che si sono lamentati di disservizi patiti sulla strada a causa di volontari non sempre attenti e disponibili nei confronti degli atleti. Donato D’Auria